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Forward >>Looking 16 curatori guardano al futuro

MACRO FUTURE Piazza Orazio Giustiniani, 4 00153 Roma

Il 28 aprile 2010, alle ore 18.30, IED – Istituto Europeo di Design – di Roma, in collaborazione con MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma – presenta Forward>>Looking una mostra evento all’interno degli spazi espositivi del MACRO FUTURE, a cura del collettivo Cur’Art-Emergenze Contemporanee che propone i progetti di 16 curatori emergenti. L’iniziativa è promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione – Sovraintendenza ai Beni Culturali.

Forward>>Looking espone i progetti di sedici curatori emergenti in un importante luogo del contemporaneo, MACRO FUTURE, contraddistinto dall’indagine sulle nuove “generazioni” delle arti visive. Si metteranno a confronto ricerche curatoriali accomunate dalla necessità di narrare storie messe in scena in un luogo condiviso. Dall’ideazione di una residenza, alla gestione di uno spazio espositivo stabile, all’evento site specific, la mostra pone al suo centro l’arte e la pluralità delle sue declinazioni.

Il collettivo Cur’Art-Emergenze Contemporanee nasce all’interno del Master per Curatore Museale e di Eventi Performativi dello IED di Roma con l’intento di operare nell’ambito della curatela di eventi culturali contemporanei attraverso lo studio delle tendenze attuali dell’arte in maniera innovativa e creativa.

Forward>>Looking è uno spazio aperto di incontro che ospiterà un programma di eventi collaterali tra cui Fatti Curare! un Call for vision dedicato agli artisti emergenti.

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Archivio postcapitale (1989-2001) La Biennale di Venezia.

Magazzino del Sale 3, Dorsoduro 264
30123 Venècia

L’Archivo Postcapital(1989-2001)www.postcapital.org – è stato presentato per la prima volta nel 2006 presso il centro La Virreina-Exposiciones di Barcellona, come parte del progetto Postcapital. Política, ciudad, dinero [Postcapitale. Politica, città, soldi], insieme alle opere dell’artista Carlos Garaicoa e del saggista Iván de la Nuez. Da allora, questa proposta multimediale in costante sviluppo – che agli utenti consente non soltanto la consultazione, ma anche la copia e addirittura la modifica – si è ampliata nel corso di esposizioni, laboratori, workshop e interventi nello spazio pubblico, realizzati a Oslo, Santiago del Cile, Brema, Montreal, Istanbul, Dortmund e, più di recente, sotto forma antologica, nel Württembergischer Kunstverein di Stoccarda.

Nella sua configurazione attuale, l’archivio include più di 250.000 documenti compilati tramite Internet da Daniel G. Andújar nel corso di quasi dieci anni di lavoro creativo. Questi materiali, tra i quali si possono trovare pubblicazioni, videoclip, audio e banche di immagini, tracciano una vasta radiografia delle trasformazioni geopolitiche e della situazione delle ideologie comuniste e capitaliste nel periodo compreso tra la caduta del Muro di Berlino e l’attentato alle Torri Gemelle di New York.

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Invito al contemporaneo. Artisti a Venezia durante la Biennale

Artisti, critici e curatori raccontano
Artisti a Venezia durante la Biennale

Diciottesima edizione, 2009

ciclo di incontri

25,26,27, 29 maggio 2009 – ore 18

Indice dell’articolo 1 Invito al contemporaneo
diciottesima edizione, 2009
2 calendario degli appuntamenti Invito al contemporaneo
diciottesima edizione, 2009

Invito al Contemporaneo è il tradizionale ciclo di incontri con artisti, critici, curatori, storici e scienziati italiani e stranieri che, dal 1996, si tiene in Fondazione Querini Stampalia di Venezia.
Sono riflessioni aperte sulle dinamiche, i linguaggi e le prospettive del pensiero contemporaneo, che volgono lo sguardo alle esperienze più significative del nostro tempo.

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Banquete nodos y redes, media art spagnola

Vito Campanelli, neural

Banquete, mostra giunta alla terza edizione al LABoral di Gijón, è un importante occasione per far il punto sullo stato dell’arte della scena spagnola. La curatrice Karin Ohlenschläger ha infatti proposto trenta artisti riconducibili a tale area geografica: uno sforzo organizzativo imponente per una mostra che, a partire da marzo 2009, approderà presso lo ZKM di Karlsruhe. Le chiavi di lettura possono essere individuate nella sinergia che si è stabilita tra arte, scienza, tecnologia e società nelle più recenti espressioni dell’arte digitale spagnola e nella consapevolezza che quando parliamo di network dobbiamo riferirci ad essi come a reti di esseri umani che utilizzano i computer come interfacce per relazionarsi e a non a reti di computer strictu sensu. Il fenomeno sociale e culturale della network society è indagato attraverso una serie di punti di vista, si inizia dalle reti urbane e territoriali, indagate, tra gli altri, dai collettivi Hackitectura e Escoitar e dal progetto ‘Observatorio’ di Clara Boj e Diego Díaz: un’installazione, posta sulla torre sovrastante l’Universidad Laboral, che permette di ammirare il landscape della città e di visualizzare i nodi WI-FI in essa localizzati, con ciò assumendo la tesi che i luoghi di libero accesso ad Internet sono divenuti elementi caratterizzanti le geografie delle città. I network educativi e di condivisione delle esperienze sono invece alla base della video installazione di Marta de Ponzalo e Públio Pérez Prieto, delle micro-storie di Dora García e soprattutto dal progetto Banco Común de Conoscimiento del collettivo Platoniq: una piattaforma per lo scambio di conoscenze che mutua dalla Rete alcune modalità operative (il social tagging, la capacità di incrociare domanda e offerta propria di alcuni software commerciali, ecc.) e le ripropone in laboratori che vengono organizzati in giro per il mondo. Finalità sociali sono alla base anche dell’esibizione del collettivo Technologies to the People e di Daniel García Andujar che hanno distribuito al pubblico copie di X-devian, un invito ad abbracciare la filosofia del free software e di sostituire Ubuntu al proprio sistema operativo. La transdisciplinarietà delle opere in esposizione a Banquete trova il suo apice nelle secuencias di Pablo Armesto che indaga le relazioni di ventiquattro cromosomi e nella poetica installazione di José Manuel Berenguer che rappresenta, attraverso una moltitudine di insetti artificiali da lui stesso costruiti, i sincronismi propri della comunicazone audio-visuale delle lucciole. Al di là dei singoli spunti offerti dalle numerose opere in esposizione, ciò che più colpisce in Banquete è l’abilità con la quale l’esigenza di un approccio antropocentrico all’arte digitale viene coniugata con l’esigenza di privilegiare le analisi di sistema, l’interdipendenza dei nodi della Rete rende infatti impossibile l’analisi di un singolo nodo, se non in relazione a tutti gli altri. Il rifiuto delle microanalisi è dunque il rifiuto di un approccio inevitabilmente destinato ad essere sterile, proprio perché incapace di cogliere la complessità che ciascun nodo della Rete reca con sé. In virtù di tali considerazioni, l’arte dei nuovi media spagnoli diventa, nella mostra organizzata dal LABoral, un elemento di indagine significativo proprio perché correttamente inquadrata nella prospettiva delle relazioni intercorrenti tra tale realtà e il più ampio panorama internazionale.


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Banquet, metabolismo e comunicazione.

neural

S’inaugura il 14 maggio allo ZKM di Kalrsruhe (D) la mostra b a n q u e t, Metabolism and Communication che prende il metabolismo umano come punto di partenza d’indagine dei più ampi e complessi meccanismi del ‘metabolismo’ sociale ed ecologico che ci circondano. Lo spazio di comunicazione sociale dato dal consumo di cibo è stato intaccato nel tempo dalla cultura del fast food e dall’invasione nello spazio domestico del mezzo televisivo. Fra le numerose installazioni ci sono le storiche performance in video di Marina Abramovic, una bizzarra storia segreta degli hamburger americani in ‘Ussa: Secret Manual Of The Soviet Politburger’ di Mark Boswell; le relazioni fra cibo, cristianesimo mediatico e televisione in ‘Food (For) Thought, (Three) Ingredients From The Mass Consumers Diet’ di Daniel Crooks; ‘The Last Nine Minutes’ di Douglas Davis, una delle prime performance con l’utilizzo di satelliti di comunicazioni dove l’artista è solo in uno studio comunicando a gesti con la sua invisibile audience. Questo concetto è ripreso qualche anno più tardi da Kit Galloway e Sherrie Rabinowitz in ‘Hole in Space’, dove un link pubblico satellitare stabilito fra New York e Los Angeles metteva in collegamento luoghi delle due città su grandi schermi, alterando la percezione di spazio e di tempo e creando una nuova dimensione nella topologia del media space. Presenti anche ‘Individual-Citizen Republic Project’ di Daniel García Andújar – Technologies To The People sul nuovo concetto di cittadinanza evoluto tramite le nuove tecnologie, ‘Minds of Concern: Breaking News‘ dei Knowbotic Research, il controverso lavoro che utilizza un Public Domain Scanner per analizzare la vulnerabilità dei network sottoposti, ‘Frontiers of Utopia’, un’installazione interattiva di Jill Scott che fa raccontare ad altrettante donne del novecento la loro esperienza negli USA, dall’immigrata russa di inizio secolo al computer engineer degli anni novanta, contestualizzando lo spazio e il tempo a cui ciscuna protagonista appartiene, ‘The tables turnes, Three Parts’ di Paul Sermon, una rappresentazione virtuale di un tavolo in cui tre persone dislocate nelle tre sedi della mostra (Barcelona, Karlsruhe e Madrid), possono comunicare in videoconferenza e ‘News’ di Jiri Suruvka, un programma fittizio di notizie televisive, parodia di news celebri mimate in costume da Batman e in cui l’unico suono è il masticare di patatine fritte del ‘giornalista’ che crea così una relazione a distanza con il passivo telespettatore.

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